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Quella voglia d’estate (colpa dei Ten Sharp)

Sono gli ultimi giorni di scuola, da insegnante, dopo tanti anni passati in agenzia.

In mezzo ai ragazzi, soprattutto adolescenti, finisci per vivere di riflesso le loro passioni travolgenti, le liti, le incomprensioni, le tragedie e finisci per esserne coinvolta (con confronto di fronte al preside). Non puoi essere distaccata, ti perdi tutto il bello dell’insegnare. Vivere la vita scolastica senza farsi coinvolgere il giusto, fa vivere l’esperienza solo a metà, è la metà meno gratificante. Io la vivo da mamma e da studentessa: mi ricordo com’ero e mi chiedo mio figlio come sarà alla loro età.

Con loro vivi dei flash continui perchè loro sono un pezzo di te che se n’è andato, o che ti è rimasto dentro. Nel mio caso più la seconda che ho detto.

E in questi giorni di strana estate che non vuole arrivare, ti accorgi che lei c’è ed è lì pronta a spuntare. Come questa mattina: in macchina alle 7.30, pronta per la campanella delle otto e i ragazzi a mandrie attraversano le strade della città diretti alle loro scuole (nella mia città ci sono concentrate tutte le tipologie di scuola dell’intera faccia della Terra, unico polo della provincia ad offrire tutto) per sedersi per l’ultima volta nei loro banchi. Ma qualcosa è diverso: le ragazze si stanno svestendo, i ragazzi osano i calzoncini. Una ragazza spunta da una via laterale e mi affianca per un bel tratto con il caschetto di sicurezza e lo zaino, in sella al suo “Ciao” viola. Non lo vedevo dall’epoca in cui i miei cugini più grandi si litigavano quello bianco di casa. Negli anni ’80. Lei ha quell’aria da studentessa modello che però piace tanto ai compagni.

Forse in classe con lei c’è il suo fidanzatino che l’aspetta, forse anche l’ultima versione di latino da tradurre prima di considerare i libri un compagno di settembre.

Al semaforo rosso siamo fianco a fianco, e quando scatta il verde scatta anche lei, e così, improvvisamente, come a salutare la sua giovinezza (e anche la mia) dalla radio parte “You” dei Ten Sharp  – che non c’entra con Melrose Place ma chissà perchè io ce l’associo sempre – e con lei arriva, nella mia stazione mentale, il treno dei ricordi. O, meglio, delle sensazioni delle cose già vissute, di quelle cose che, non importa l’età, tu ce le hai dentro. E mentre segui con gli occhi quel “Ciao” viola sparire verso le strade del centro, si accende dentro di te l’estate, quel profumo di libertà degli ultimi giorni di scuola. Di quando – abitando in campagna – salutavi la città fino a settembre e ti preparavi agli amori estivi (sempre quelli delle amiche) e alla te stessa che non saresti stata più la stessa dopo quell’estate. Ogni estate.

E intanto che “You” arriva all’assolo di xilofono (il mio pezzo preferito) dentro è potente l’estate, anche se fuori fa ancora freddo, se maggio è anomalo quest’anno, basta il cielo terso e il sole stamattina per quella voglia di vacanze, non necessariamente “in vacanza” altrove. E i Ten Sharp, ovvio.

Piccolo bigino per chi ha voglia di riascoltarla:

https://www.youtube.com/watch?v=gdzRx74XeDQ

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Valeria Sartorio
Valeria Sartorio
FEMMINA CAUCASICA, PROFESSIONISTA PER LA COMUNICAZIONE & LE PI(ERRE), OFFRE GRATIS QUI STORIE A BASE DI ATTUALITÀ, NUOVI MEDIA E ANEDDOTI SEMISERI DI VITA VISSUTA.

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