12 Regole per fare rete e aumentare il tuo business

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Usiamo un sacco i social network per fotografare cazzate, condividere cazzate e taggare altre persone che contribuiscono a diffondere cazzate. La faccio semplice e banale.

Ci dimentichiamo però il principio primo di Facebook e compagni: IL FARE RETE.

Che sia per amicizia, condivisione di passioni di esperienze o per lavoro, le reti social online ci aiutano a non perdere per strada persone con le quali abbiamo cose in comune. Frequentato un corso insieme, vissuto una cena con amici comuni, conoscenze virtuali su gruppi che raccontano le nostre passioni.

Ma questo vale soprattutto in ambito professionale, dove chi è piccolo ha bisogno di farsi conoscere e conoscere persone per innescare quel meccanismo potentissimo che è il passaparola: io ascolto parlare un amico di un problema, e posso avere tra i contatti la persona giusta. Occhio è un do ut des, uno scambio reciproco in qualsiasi caso. Il principio vale tanto off-line, quanto e soprattutto on-line. Siate generosi (il giusto, non da asini) e partecipate, condividete e segnalate fatti, cose o persone che MERITANO di essere conosciute per la loro qualità.

In primis, per lavoro.

Quando mi capita di conoscere altri “imprenditori” (e intendo anche liberi professionisti come me che creano impresa e lavoro – ecco il perchè delle virgolette) durante le formazioni che tengo o gli incontri dedicati a cui partecipo come “studentessa”, vedo alienazione e reticenza al rapporto umano. Non sempre, s’intende.

Mi sono capitati imprenditori (o futuri tali) che sono più impegnati a fare scroll sul cellulare che a condividere a vivere l’esperienza della condivisione: magari per condividere sul social l’ultimo post della propria squadra del cuore.

Altri, per timore di esporsi, ascoltano senza proferire parola.

Altri ancora evitano il contatto umano, anche un banale scambio di parole o sguardi con il vicino di sedia.

E vanno in fumo così momenti in cui la rete social offline può arricchirsi. Anche solo di un biglietto da visita che useremo tra anni. Figuriamoci di professionisti importanti per il nostro business.

Dodecalogo dell’aspirante networker:

 +frequentare appena possibile incontri per imprenditori legati ai temi più disparati ma funzionali al proprio sviluppo imprenditoriale (dall’innovazione, alle normative fiscali, dal seminario sui nuovi mezzi digitali alla tematica dei bandi di finanziamento)

+scegliere gli appuntamenti a seconda dei propri obiettivi di business partendo a livello locale, cittadino, provinciale, regionale, nazionale e internazionale. Io, per esempio ho cominciato il mio percorso dalle iniziative organizzate dal mio Comune per passare piano piano agli altri livelli.

+di solito a questi incontri c’è sempre un iniziale giro di presentazioni: prendete appunti (nome, cognome, tipo di attività) vi aiuterà nel momento del coffee-break a intercettare i partecipanti con i quali avete un interesse comune. Altri faranno la stessa cosa con voi

+munitevi sempre di un bel pacchettino di biglietti da visita curati e graficamente accattivanti, per velocizzare il rapporto e non dover mai dire “mi serve e non mi ricordo come si chiamava!”

+segnatevi a fine giornata, su ogni bigliettino da visita ricevuto, l’occasione in cui avete conosciuto una persona e temi dei quali avete chiacchierato. A distanza di tempo vi servirà. Garantito.

+rompete il ghiaccio: buttatevi nella mischia e siate voi i primi a prendere la parola se gli altri sono restii quando il formatore apre il momento delle presentazioni o il networking.

+non evitate nessuno ma sentite sempre cosa ha da dire, casomai garbatamente rispondete che non siete interessati.

+non stalkerate nessuno: se una relazione professionale deve nascere, nascerà. Datele solo qualche “spintarella”, nulla di più.

+”spintarella”: se le persone che avete di fronte sono “social”, chiedete loro la possibilità di collegarvi al profilo (meglio Linkedin in questi casi)

+”spintarella 2″: nel caso lo riteniate più opportuno, vi concedo di inviare una e-mail e di fare una telefonata (UNA SOLA!) alle persone con le quali siete più interessate ad ottenere un appuntamento faccia a faccia.

+rifiuto: siete adulti, lo potete gestire. E poi esiste Google: se quel professionista sa fare una cosa che vi interessa, sicuramente ce ne sono 100 altri che fanno la stessa cosa. Sì, lo so, vi era piaciuto a pelle, ma esistono sempre le recensioni dei clienti che attualmente sta gestendo a cui chiedere pareri.

+chiedere pareri: siate trasparenti, dite la verità (chi siete, come li avete trovati e perchè li avete contattai, lasciando magari anche i vostri contatti – anche qui networking!) e nessuno vi negherà quattro chiacchiere per consigliarvi il proprio fornitore, se davvero è valido.

 

Non sarà una reazione a catena immediata, è una attività di semina costante. E a lungo andare le persone si ricorderanno di voi e parleranno di voi agli altri.

Le Pubbliche Relazioni non riguardano solo chi lavora nelle PR. Riguardano chiunque. Anche i dipendenti delle aziende.

Sono azioni che costano solo la ristampa del vostro biglietto da visita e il vostro tempo, d’altronde o hai soldi (ma anche quelli coi soldi vi assicuro si ammazzano di PR) o avete tempo, entrambe è quasi impossibile averli, o se li avete vi chiederò il segreto.

Fate palestra con le cene fra amici, le cene con i colleghi e con i soci e vedrete che ad ogni incontro saprete sempre meglio cosa fare.

Quindi non mi resta che augurarvi: in bocca al prossimo networking!

 

 

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Valeria Sartorio
Valeria Sartorio
FEMMINA CAUCASICA, PROFESSIONISTA PER LA COMUNICAZIONE & LE PI(ERRE), OFFRE GRATIS QUI STORIE A BASE DI ATTUALITÀ, NUOVI MEDIA E ANEDDOTI SEMISERI DI VITA VISSUTA.

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