Kit di montaggio svedesi e gravidanza

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Ultimi giorni di lavoro, riorganizzazione e preparazione dei progetti da settembre in poi. Ma anche ultimi giorni di pace e relax senza prole al seguito, ancora in vacanza. Ne approfitto, quindi anche per girare quei posti e fare quegli acquisti impossibili in presenza di bambini.

All’IKEA  i bambini, si sa, sono sempre ben voluti. Così ben voluti che le mamme, anzi le future mamme organizzano vere e proprie spedizioni punitive (per il portafiglio) dai 6 mesi di gravidanza e fino alla data del parto.

Ci avete mai fatto caso? A quante pance girano all’IKEA?

Ieri ero a spasso per quella che ho più vicina a casa e mi sono accorta di quanto l’assortimento per il mondo neonato sia ricco, ricchissimo. Ad un prezzo super interessante. Ergo, se fossi una donna incinta – che, oggi è noto, non vivano nell’oro – senza il minimo sbattimento tra altre catene per bimbi, molto più care, andrei all’IKEA. E non è una marketta, e non sto scherzando. Ma un pò sì.

Credo che trascinare mariti lì sia un’impresa per tutte soprattutto da non panciute: si stancano, sbuffano e sanno già che il loro compito è solo all’inizio quando si trovano a mettere piede in negozio. Il bello arriva a casa, per serate intere, quando tua moglie monta i famosi mobili e li monta al contrario, rompe gli “inviti” delle viti, le mancano i pezzi, perde la brugola: tu – marito ikeista – è qui che entri in azione e prendi le redini della situazione e in quattr’e quattrotto, senza le istruzioni (rigorosamente sempre senza) arredi casa tra mille “porco maiale porco”.

Ma il futuro padre no, lui non si lamenta, lui si rassegna amorevolmente. Lui, capobranco, accompagna e accontenta la femmina gravida ad ogni scaffale, davanti ad ogni oggettino, lenzuola, lettino, materasso, vitina perchè lei sta crescendo la cosa più preziosa.

Il futuro papà si riconosce dalla quantità infinita di borse e borsoni che evita di far portare alla moglie. Si riconosce da quegli sprazzi di stanchezza e sfinimento che evita a lei per non sembrare indelicato rispetto ai suoi zamponi di cotechino che han preso il posto dei piedi di cui si è innamorato tempo addietro.

Ieri stavo scaricando il mio carrello – inutile dire che dovevo comprare due scatole e ho creato la coda alla cassa causa solitudine e caricamento di qualsiasi oggetto visto in giro – nel bagagliaio, vicino a me un futuro papà e una futura mamma incedevano con i pacchi piatti, di almeno 3 mt ciascuno. Lei che tentava di dare una mano ma “inciampava” sempre in questo panzottone, lui che amorevolmente non la rimproverava ma la lasciava (intelligentemente) fare come se pesasse ancora 60kg.

Lui si camuffava alle sue spalle per sbuffare, fare la faccia sconvolta e lamentarsi interiormente.

Mi ha visto che lo osservavo.

Ci siamo sorrisi.

Ora, mariti, vorrei capire: voi perdete tutta questa disponibilità come noi sforniamo il pupo? Noi il post partum, voi lo scazzum? Mannaggia…

Io all’ikea ci sono andata fino al nono mese, con mio padre (rarissimo esemplare di maschio super top da sposare, amore non avertene a male ma mio padre è mio padre!) che faceva le veci del marito in trasferta per lavoro. Ci sono andata con lui che aveva paura mi si rompessero le acque su una bella poltrona STRUTTUNGARTVRNEL, che fossi sola, che il suo adorato pargolo venisse alla luce tra pentole e librerie Billi, tra polpette di cervo e salmone affumicato.

E faceva il pastore tedesco, più del nostro amatissimo (estinto) pastore tedesco che mi braccava stretta già di suo, per presidiare il territorio del pastore tedesco padrone della baracca: il grande Pez. Amato Marito.

Però ho arredato una cameretta per il pargolo che è un bijoux, seduta sul pavimento, per passare il tempo, a montare cassetti, poltrona e tenendo le viti appoggiate sulla pancia!

A pensarci bene, ho capito perchè le donne incinte vanno all’ikea: è un passatempo fantastico tra scaffali e montaggio. Mannaggia non l’avevo capito.

Aspetta che chiamo Silvia, è ancora lontana dal parto e potrebbe giovare della mia intuizione.

Silviaaaa….

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Valeria Sartorio
Valeria Sartorio
FEMMINA CAUCASICA, PROFESSIONISTA PER LA COMUNICAZIONE & LE PI(ERRE), OFFRE GRATIS QUI STORIE A BASE DI ATTUALITÀ, NUOVI MEDIA E ANEDDOTI SEMISERI DI VITA VISSUTA.

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