12 lezioni che ho imparato in 12 mesi – come sopravvivere al futuro precario

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Casual Friday, quando il venerdì fai cose a caso…
5 Febbraio 2016
12 cose che ho imparato

12 cose che ho imparato

In questi giorni scatta il primo anniversario della me stessa-boss di me stessa. E l’ho realizzato guardando il calendario delle prossime scadenze, altrimenti credo che quel giorno sarebbe passato senza che lo “celebrassi”, anzi, vivendo pienamente la mia nuova vita.

In un’epoca in cui la frase che mi sento ripetere più spesso è “tieniti stretto il lavoro che hai perché non troverai altri contratti in giro” ma anche “un contratto a tempo indeterminato è un lusso”, io esattamente un anno fa ho sbattuto la porta in faccia ad un lavoro ormai praticamente a tempo indeterminato per spiccare il volo da battitore libero.

Felice colui che ha trovato il suo lavoro; non chieda altra felicità. (Thomas Carlyle)

Follia?Non lo so, non proprio direi. Perchè io l’ho meditato, ci sono arrivata consapevolmente e con il pieno appoggio di chi mi ama. E non ho nemmeno dovuto fare tanti discorsi perchè l’opportunità mi è stata offerta una mattina da una telefonata dai toni meschini e subdoli, ignoranti e vergognosi che mi ha fatto dire: “e mo’ basta”! Perchè quella telefonata ha racchiuso tutto il peggio e l’ingratitudine di un capo che non aveva soppesato nulla prima di parlare e mi ha fatto sentire quel “click” che aspettavo da tempo. E se mi guardo indietro, oggi, lo faccio per l’ultima volta, per andare avanti e trarre un bilancio che sarà sempre qui da leggere quando (e se) lo leggerò. E s’intitola:

12 COSE CHE HO IMPARATO (A FARE) IN 12 MESI

  • Perfezionare le competenze e acquisirne di nuove.
  • Formazione, formazione, formazione.
  • Cominciare a pensare da “partita Iva”.
  • Il potere del passaparola.
  • Fare a meno delle brutte persone
  • Godere di tempi nuovi
  • Lavorare quando gli altri si divertono
  • Divertirsi e allungare le vacanze quando gli altri lavorano
  • Lavorare in tuta o in pigiama, ma lavorare
  • Temere di non essere pagata
  • Studiare le persone che hai di fronte, più del solito
  • Dare un valore (non necessariamente solo economico) al proprio tempo lavorativo

Insomma, se mi guardo indietro e poi guardo in uno specchio davanti a me, vedo una persona nuova che è un anno più grande ma almeno 2 più competente. E mi sono ritrovata a dire, spontaneamente, durante una conversazione negli ultimi giorni: “E’ stato l’anno più felice della mia vita!”. Non ho detto facile. Non ho detto remunerativo.

Oggi guardo alle vacanze imminenti, perchè ho sistemato un pò di cose e forse stacco un pò. Non so che cosa ci sarà nel 2016 ma ci penso fra un paio di settimane. A bocce ferme e pile ricaricate. Guardo all’oggi, ai miei oltre 50 compiti in classe da correggere, progettazione per i clienti da spedire e ad una cena di Natale che mi aspetta stasera…

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Valeria Sartorio
Valeria Sartorio
FEMMINA CAUCASICA, PROFESSIONISTA PER LA COMUNICAZIONE & LE PI(ERRE), OFFRE GRATIS QUI STORIE A BASE DI ATTUALITÀ, NUOVI MEDIA E ANEDDOTI SEMISERI DI VITA VISSUTA.

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