Ho il dono dell’ubiquità (social)

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Essere presenti su ogni social network esistente con un proprio account non ha senso. Stupore.

Qui di seguito vi spiego perchè.

Ieri sono stata al telefono una buona mezz’ora con una potenziale cliente. Abbiamo approfondito la conoscenza della sua azienda, le sue prospettive future e abbiamo parlato di come comunica sui social network. La prima entusiasta (con vita breve per altro) risposta è stata: “Io sono presente su tutti i social!”. Come tutti? Le chiedo. E lei replica: “Sì, Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin e Pinterest”. OK, non sono tutti.

Come li gestisci? E lei comincia a accartocciarsi lentamente su se stessa ammettendo che non ha da tutti i canali il riscontro che meriterebbe ( a suo parere). E, infatti, le chiedo come fa con Twitter trattandosi di un’azienda che fa un prodotto sostenibile per bambini.

Lei si arrende e ammette la grande difficoltà di accattivarsi il pubblico lì, come su Linkedin. Non sa come prenderlo, ammette un pò sconfitta.

Non è facile. Io stessa sto pensando seriamente di “abbandonare” un paio di social network che non mi danno molto in termini di attrazione, di voglia di fare community, di reali “vantaggi”…Forse sono io che non coltivandoli granchè, rispetto ad altri, non ho creato una rete interessante.

Per un professionista come per un’azienda trovare la propria dimensione sui social network non è facile, ma non è impossibile. Prima di sbarcare e vomitare qualunque cosa, o peggio, la stessa cosa uguale per tutti i canali meglio fermarsi. Valutare le forze fisiche ed economiche con le quali affrontarli e valutare, soprattutto, se e quali sono funzionali al proprio business.

Che cosa voglio che mi ridiano i miei canali? Visibilità come una vetrina? Oppure i clienti mi devono contattare da lì?

E come si fa a scoprirlo?

Io di solito TESTO. Sto (o mi impongo) un periodo di qualche mese su un social ad immersione quasi totale per capirne le funzionalità, i personaggi, gli argomenti e valuto che cosa amano leggere le persone, quali sono le tematiche più calde, cosa fanno i miei competitor.

Ma soprattutto, dove stanno i miei clienti? Dove li trovo? Con quale social sono più a loro agio?

A molti non piace l’idea ma nel famoso e bistrattato business plan, che vi siete stilati quelle n-mila volte nel corso degli anni, che parla di voi, una bella sezione l’avreste dovuta dedicare alla questione “promozione”. Come faccio a far capire agli altri che ci sono, che offro questo servizio/prodotto?

Quella sezione vi dà alcune risposte interessanti su chi è il vostro cliente. Se compilata correttamente.

E, comunque, una regola aurea che va tenuta presente prima di cominciare è: NON SU TUTTI I SOCIAL.

Difficilmente si riesce a gestirne coerentemente più di un paio, soprattutto se si è soli. Difficilmente si hanno le risorse economiche per demandare una buona gestione ad un professionista. Difficilmente si gestiscono le conseguenze della presenza: l’interazione, i commenti, le richieste.

Facciamo i conti con la realtà: poco ma buono. Una sola buona vetrina nel cyberspazio è meglio di 10 abbandonate. Pensate di traslare il concetto in una bella via del centro. Cosa fate davanti a vetrine polverose, povere e scarsamente illuminate? Tirate dritte, nemmeno entrate.

Uguale i vostri potenziali clienti.

Essere presenti su tutti canali implica che per tutti ogni giorno abbiate materiale fresco, ben confezionato e curato a dovere. Coerente con il carattere con i vostri obiettivi di marketing e del mezzo (ogni social ha caratteristiche precise, oltre che target – come dicono quelli preparati – precisi) e questo ha senso se un professionista (serio, è scontato se parliamo di professionista ok?) o un team se ne occupa per voi. Cosa che implica budget per pagarli, pagare i materiali fotografici e video, gli investimenti pubblicitari…

Ma se siete soli? Va fatta una scelta: pochi ma buoni. E l’Ubiquità lasciamola all’Altissimo che era ed è così bravo a fare il suo lavoro.

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Valeria Sartorio
Valeria Sartorio
FEMMINA CAUCASICA, PROFESSIONISTA PER LA COMUNICAZIONE & LE PI(ERRE), OFFRE GRATIS QUI STORIE A BASE DI ATTUALITÀ, NUOVI MEDIA E ANEDDOTI SEMISERI DI VITA VISSUTA.

1 Comment

  1. Federica ha detto:

    Bravissima, credo che la cosa più difficile da far capire alle aziende è che l’importante non è essere ovunque ma essere (bene) dove sono i propri clienti.. ma prima o poi ce la faremo, vero?! 😉

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