Fenomenologia della cazzolunghista

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In un settore come quello della Comunicazione, con lo spuntare di nuove professioni ogni giorno (tipo la Snapchat influencer), si fanno strada ovviamente anche delle sòle mostruose. Ho detto sòle (=figure incompetenti) e non sole, solitarie. Dette sòle sono abbastanza facili da stanare per chi è in pista nel mondo del lavoro da tanti anni, preferibilmente (ma non obbligatoriamente) nello stesso settore.

Sono infilate in tutti i gruppi Facebook dedicati ai professionisti della Comunicazione digitale, dove, diciamolo, ci piace a volte essere egoriferiti. Ci raccontiamo delle cose che non fregano una mazza al 99,9% delle persone sane di mente e ci compiacciamo delle nostre comprensioni e competenze. State ridendo, lo so, ma più siete egoriferiti e più di queste pippe ve ne compiacete.

Ora esiste una specifica categoria di queste sòle che soffrono di un particolare disturbo: il cazzolunghismo. Avete presente quando gli uomini si sperticano per dimostrare chi è il vero maschio alfa? Quello con più soldi, più f**a, più macchine etc…? Salvo poi scoprire che non conoscono nemmeno l’educazione di base, le regole di vita civile etc…Ecco, alle donne nel mio settore capita la stessa cosa.

Le cazzolunghiste sono quelle che nei gruppi (a ben vedere ce ne sono anche nella categoria “mamme”) la sanno sempre più lunga delle altre, che sono vere guru (delle paraguru, in realtà) del campo e che si spingono senza ritegno a vomitare merda addosso alle signore più educate o alle novelline (che si dichiarano tali) del settore. Salvo poi scomparire come macchie di caffè dopo lavaggio in candeggina, quando le vere esperte si fanno avanti e le asfaltano con un solo commento.

Sarà una coincidenza ma in questi giorni ne ho beccate due che rappresentano bene il prototipo di cazzolunghista:

Tipologia 1 – sono cazzolunghista e me ne vanto

La cazzolunghista in questione è apparsa su un gruppo (e non è la prima volta che interviene) che seguo con tono passivo-aggressivo: una novellina è stata interpellata da un potenziale cliente e chiedeva alcune dritte. Dichiarando sinceramente di essere alle prime armi e di voler provare comunque a prendere il cliente (con un’attività interessante).

Non l’avesse mai detto. La cazzolunghista si è sperticata in una filippica sul perchè avrebbe dovuto cedere il passo ad una reale professionista alla quale stava togliendo il lavoro. Arrivando persino a definire eticamente sbagliato il suo atteggiamento.

Ora, cara cazzolunghista tipologia 1: ma come ti permetti? Ma che ne sai tu di che cosa sa o non sa questa novellina rispetto a te? Ma come puoi arrivare a fare discorsi di etica professionale quando in realtà forse speri che lei ti rigiri la questione per incularle il cliente?

E poi, diciamocelo, mica abbiamo comunicato tutti da capi, mica abbiamo fatto subito numeri e soldi? Da qualche parte abbiamo cominciato, abbiamo imparato sul campo.

Quindi, ai miei occhi, hai fatto solo la figura della babba perchè a persone che hanno il coraggio di dirti che non sanno da che parte prenderla (anche per la giovane età) opporre il tuo odioso atteggiamento passivo-aggressivo ti ha fatto guadagnare solo l’abito della STRONZA. Punto.

Tipologia 2 – sono cazzolunghista ma lo celo dietro il profilo da paraguru

Hai preso un lavoro di cui non sai niente, non sai stabilire il compenso, non hai mai fatto un lavoraccio del genere e ti chiedono di farlo per ieri. e tu, cara cazzolunghista tipologia 2 che cosa fai? Vai a stanare quelle che lo fanno a livello professionale e con un “innocente” scambio di e-mail (i miei contatti sono pubblici) cerchi di farti sganciare l’informazione: quanto si fa pagare una vera professionista?

Ora, la sincerità paga: se mi avessi detto che non l’avevi MAI fatto, MAI, forse ti avrei pure dato delle dritte reali. Ma spacciarsi per guru del settore con ottordicimila miliardi di fans (insesistenti) e poi fare questi giochini provoca solo una reazione: ti stanano in un nanosecondo.

Morale: tu fai una domanda a me (quanto guadagni – anche qui velato da atteggiamento passivo aggressivo), io ne faccio migliaia e migliaia a te. Così ti faccio scappare: come hai fatto.

Conclusioni

Chiunque mi conosca davvero sa che non nego una mano ma da lì ad essere fessa, ce ne passa.

Quindi la prossima volta che vi viene voglia di esercitare il cazzolunghismo (e in questo le donne sono maestre) fatevi due domande: ma non è meglio che invece di perdere tempo così lo impiego a sbattermi a lavorare seriamente?

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Valeria Sartorio
Valeria Sartorio
FEMMINA CAUCASICA, PROFESSIONISTA PER LA COMUNICAZIONE & LE PI(ERRE), OFFRE GRATIS QUI STORIE A BASE DI ATTUALITÀ, NUOVI MEDIA E ANEDDOTI SEMISERI DI VITA VISSUTA.

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